Come funzionano davvero le nuove regole sulla guida sotto l'effetto di droghe
di Davide TragliaIl Ministero della Salute e quello dell’Interno hanno emanato una circolare indirizzata alle prefetture e alle forze dell’ordine per chiarire come applicare le norme sulla guida sotto l’effetto di droghe, introdotte con il nuovo Codice della Strada in vigore dal 14 dicembre 2024. La riforma aveva sollevato numerose polemiche perché prevedeva sanzioni molto severe per chi risultava positivo a un test antidroga, anche se la sostanza era stata assunta giorni o settimane prima e non influenzava più la capacità di guida. Bastava, in pratica, un test positivo per far scattare un procedimento penale e la sospensione della patente.
La nuova circolare interviene su questo punto, stabilendo che per contestare il reato di guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti è necessario dimostrare che la droga sia stata assunta in un periodo «prossimo» alla guida e che sia ancora attiva nell’organismo al momento del controllo. È richiesto, si legge nel documento, che ci sia «una correlazione temporale tra l’assunzione e la guida, che si concretizza in una perdurante influenza della sostanza [...] in grado di esercitare effetti negativi sull’abilità alla guida». Il testo specifica anche le modalità operative per le forze dell’ordine. La presenza di sostanze attive può essere rilevata solo tramite analisi del sangue o della saliva, indicate come «le uniche matrici biologiche» in grado di mostrare se una sostanza sta ancora producendo effetti tali da compromettere la guida.
La procedura prevede un test salivare preliminare. In caso di esito positivo, si prelevano due campioni di saliva, conservati a temperatura controllata (4 gradi, senza congelamento) e inviati al laboratorio di tossicologia forense per analisi di conferma (di secondo livello). Se anche queste analisi risultano positive, uno dei due campioni viene conservato a -18 gradi, per eventuali verifiche future o richieste dell’autorità giudiziaria. Questa circolare sembra quindi introdurre un’interpretazione meno rigida delle nuove norme, ma per Antonella Soldo, fondatrice dell’associazione Meglio Legale, restano molte criticità. «Le regole sono ancora troppo vaghe. I test non sono affidabili perché i metaboliti possono restare attivi nella saliva fino a 72 ore, e nel sangue anche per giorni», spiega. «Non è stato definito un parametro preciso, una soglia che distingua tra positività e negatività, come avviene ad esempio in Germania».
Un altro punto critico è l’eliminazione della valutazione di un medico. «Prima del nuovo Codice, il medico doveva eseguire una visita completa: valutava se la persona stava in piedi, se aveva la vista offuscata o i riflessi rallentati, e compilava una scheda», ricorda Soldo. «Oggi quella procedura è stata cancellata: basta un test di saliva o sangue». La circolare definisce infine anche il ruolo del personale medico, in particolare nei pronto soccorso. Se le forze dell’ordine richiedono accertamenti, i medici sono obbligati a eseguirli e devono dare loro «alta priorità». In caso di incidenti con feriti, se la persona rifiuta il prelievo, il medico deve comunicarlo subito alla polizia giudiziaria, che può ottenere un provvedimento per eseguire il prelievo coattivo. Anche su questo punto, Soldo è critica: «Se oggi ti rifiuti di sottoporti al prelievo, rischi già il massimo della pena, come se fosse un’ammissione di colpa. Allora perché arrivare a legare una persona a una sedia e prelevarle il sangue con la forza?», conclude.
La circolare rappresenta un primo tentativo di correggere le rigidità di una norma che aveva sollevato preoccupazioni tra giuristi, operatori sanitari e attivisti. Tuttavia, continuano a esserci dubbi sull’efficacia e sull’equità del sistema di accertamento, che continua a poggiare su basi scientifiche e procedurali controverse. Il rischio, secondo molti osservatori, è quello di colpire indiscriminatamente i consumatori, senza distinguere tra chi guida in stato di alterazione e chi, pur avendo fatto uso di sostanze in passato, non rappresenta alcun pericolo per la sicurezza stradale.