A Napoli ci sono solo 482 posti letto pubblici per 33mila studenti
L’emergenza abitativa per gli studenti universitari fuori sede a Napoli è sempre più grave. Secondo il rapporto nazionale “È tutto sbagliato!”, presentato alla Camera dei deputati il 17 marzo dall'Unione degli Studenti Universitari (Udu) e dalla Cgil, la città offre attualmente solo 482 posti letto pubblici per una popolazione di 33.026 studenti, cifra che con i fondi del Pnrr salirà a 665. Numeri giudicati insufficienti dal segretario della Cgil Napoli e Campania, Raffaele Paudice, e da Paolo Barbera di Udu Napoli, che denunciano l’assenza di soluzioni adeguate da parte dell’amministrazione. «Nonostante le rassicurazioni del sindaco, è evidente come la risposta del Pnrr al disagio degli studenti dovuto al caro affitti e alla diminuzione dei posti letto disponibili, dovuta anche al fenomeno dell'overtourism, sia assolutamente insufficiente e lacunosa».
Il mercato immobiliare napoletano è fortemente influenzato dalla turistificazione, con oltre 11mila appartamenti destinati agli affitti brevi su piattaforme come Booking e Airbnb. Dal 2014 a oggi si sono registrati oltre 10mila sfratti, con conseguenze drammatiche per famiglie, studenti e persone in situazioni di fragilità. Gli affitti hanno raggiunto cifre proibitive: un monolocale può arrivare a costare 1.000 euro al mese, un bilocale fino a 1.400 euro, mentre una stanza condivisa ha un prezzo medio compreso tra 450 e 500 euro.
L’Osservatorio annuale di Immobiliare.it evidenzia che il prezzo medio di una stanza singola a Napoli è salito a 405 euro al mese, con un aumento del 16% rispetto all'anno scorso. La domanda di stanze singole è quasi triplicata, rendendo Napoli una delle città più care d'Italia per gli studenti, seconda solo a Milano e Roma.
Nonostante questa situazione critica, i fondi del Pnrr saranno destinati in gran parte alla creazione di studentati privati, «come quello previsto nella ex sede dell'INPS in via Galileo Ferraris, promosso dallo stesso Comune, con tariffe che partono da 600 euro al mese per posto letto». Un intervento che non affronta il problema dell’accessibilità economica delle abitazioni per gli studenti e che rischia di aggravare ulteriormente la trasformazione della città in un polo esclusivamente turistico, con un inevitabile impoverimento sociale e culturale. «Se questa è la strategia dell’amministrazione per affrontare l’emergenza abitativa studentesca, diventa evidente il progressivo allontanamento della città dal suo ruolo di polo universitario, con conseguente impoverimento sociale e culturale a favore di un turismo mordi e fuggi».
Di fronte a un’emergenza così marcata, c’è bisogno di un cambio di rotta e interventi decisi da parte del Comune per tutelare sia gli studenti sia i residenti, preservando il tessuto sociale della città. «È necessario mettere in campo una vera politica per l’abitare, combattendo il fenomeno degli affitti in nero e tutelando anche tutte quelle attività culturali e commerciali che lentamente stanno lasciando il centro della città, stretti tra l’impennata degli affitti e la speculazione legata a un turismo non regolato a vantaggio di pochi», concludono Paudice e Barbera.