Torino guida la lotta all’islamofobia: nasce il primo piano in Italia contro le discriminazioni
Torino è la prima città in Italia a lanciare un piano strutturato per contrastare l’islamofobia. L’iniziativa arriva in risposta a una realtà preoccupante: secondo l’Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori (OSCAD), negli ultimi anni in Italia si è registrato un incremento delle segnalazioni di atti discriminatori e violenti nei confronti delle comunità musulmane, con episodi che vanno dalle aggressioni verbali a vere e proprie violenze fisiche.
Il piano prevede la creazione di punti di ascolto e raccolta segnalazioni, frutto di una collaborazione tra il Nodo metropolitano contro le discriminazioni e sei associazioni rappresentative delle comunità coinvolte. L’obiettivo è offrire uno spazio sicuro per denunciare le discriminazioni e garantire maggiore attenzione e visibilità al fenomeno.
In parallelo, la Città metropolitana organizzerà sessioni formative rivolte a scuole, enti pubblici e privati per sensibilizzare sulla tematica, mentre le comunità coinvolte avranno un ruolo attivo nella raccolta dei dati. Queste informazioni confluiranno in report annuali, fornendo una fotografia aggiornata della situazione per orientare meglio le future strategie di contrasto.
"Saremo la prima città italiana - evidenzia il presidente della Commissione consiliare per il contrasto dei fenomeni di intolleranza e razzismo, Abdullahi Ahmed Abdullahi - ad avere i luoghi di raccolta di segnalazioni, che finora non esistevano per l'islamofobia. La Città metropolitana organizzerà momenti di formazione, le comunità raccoglieranno le segnalazioni e il Comune promuoverà iniziative e i dati saranno raccolti in report annuali. Sono certo che Torino è avanti rispetto ad altre città, ma vogliamo capire realmente come sia la situazione. Oggi parte questo percorso"
Il progetto è stato formalizzato durante il convegno “Islamofobia: dalla raccolta dei dati alla soluzione”, promosso dal Comune, dalla Città metropolitana e dal Comitato Interfedi in occasione della Giornata internazionale per la lotta all’islamofobia del 15 marzo.
"Con questo protocollo - aggiunge la consigliera metropolitana delegata alle Politiche sociali e parità di genere, Rossana Schillaci - sei centri islamici hanno deciso di aderire al nostro nodo anti discriminazioni. Vogliamo lavorare per abbattere gli stereotipi"
Tra le iniziative legate al piano figura anche la giornata “Moschee Aperte”, volta a promuovere il dialogo interculturale e combattere pregiudizi e stereotipi. Inoltre, momenti di confronto come i tavoli World Café mirano a stimolare discussioni costruttive tra cittadini di diverse fedi e culture.
“Conoscere e capire l’altro è il primo passo per abbattere la paura e creare una società più coesa e inclusiva”, ha dichiarato l’assessora alle Politiche sociali Carlotta Salerno, sottolineando l’importanza di percorsi di avvicinamento e scambio culturale per costruire una comunità più forte e solidale.