«A noi giovani e studenti chiedo di non sentirci soli, perché non lo siamo»: il discorso di Emma Ruzzon
Durante l’inaugurazione dell’Anno Accademico dell’Università di Padova la Presidente del Consiglio degli Studenti, Emma Ruzzon ha rivolto un duro attacco al Governo, accusato di reprimere le proteste degli studenti e di mettere a rischio il diritto allo studio, ma anche al suo stesso ateneo.
«Cara Accademia, care istituzioni: le mura dell’università devono custodire il confronto, non delimitare un privilegio modellato sul mercato del lavoro. Falliscono il loro compito se lasciate che diventino ostacolo alla vista per ciò che avviene al di fuori. Non rendetele catene che ci impediscono di rivederci nelle nostre fragilità: contrastate con forza i tentativi di inaridire il senso di questo luogo e chi continua a volere una corsa all’eccellenza dove fermarsi non è mai permesso e l’indifferenza è normalità, anche quando qualcuno accanto a noi sta male, anche davanti alle ingiustizie», ha detto la studentessa. «Il sapere non può essere un privilegio: il nostro Ateneo può decidere di riconoscerlo e fare una scelta, quella di sostenere i suoi studenti, ricercatori, dottorandi e lavoratori precari. Quasi mezzo miliardo di tagli accompagna il DdL Bernini, che rende la precarietà ancora più strutturale e crea un sistema frammentato che aumenta le disuguaglianze anche tra chi di fatto svolge lo stesso lavoro».
Durante il suo intervento, la Presidente si è sfilata la camicia di colore nero che stava indossando dicendo che «molti, in questo Paese, dovrebbero sfilarsela per davvero. Nel dubbio, io me la tolgo, senza paura di dire che molti in questo Paese dovrebbero fare lo stesso».
La Presidente ha concluso il suo intervento con un appello diretto alla sua generazione: «Sdraiati, cinici, pigri, fragili, senza prospettive. Ce lo sentiamo ripetere così spesso che forse abbiamo iniziato a crederci: non arrendiamoci a definizioni assegnateci da altri. So che possiamo farlo, perché vedo l’indignazione negli occhi di chi mi circonda, prima ancora della paura. Piuttosto, possiamo partire da quanto, decenni fa, era stato indicato ad altri come noi: istruiamoci, agitiamoci, organizziamoci».