«Oggi fare cultura è diventato un problema»
«Qualcuno vuole farci chiudere e noi non possiamo più fare finta di niente». Inizia così lo sfogo di Antonio Brizioli, fondatore di Edicola 518, dopo settimane segnate dalle polemiche sul murale dedicato a Sant'Ercolano, dagli esposti presentati da alcuni esponenti del centrodestra e, infine, da una multa da oltre mille euro notificata allo spazio culturale.
Nata nel 2016 dal recupero di una vecchia edicola abbandonata ai piedi della chiesa di Sant'Ercolano, nel centro storico di Perugia, Edicola 518 è diventata negli anni un punto di riferimento per la cultura indipendente. Tra libri, magazine, incontri e dibattiti, il progetto si è ampliato fino a riaprire, poche settimane fa, il chiosco come «oasi urbana per l'esibizionismo culturale»: uno spazio aperto dove leggere, sostare e bere gratuitamente dell'acqua.
«L'idea era provocare positivamente sul tema del leggere in pubblico», racconta Brizioli a VD. «Ci piaceva l'idea che la lettura potesse diventare una sorta di coming out urbano. Passa tanta gente e ti vede leggere». Al centro delle polemiche c'è il murale realizzato dallo street artist Nic Alessandrini sulla saracinesca del chiosco. L'opera raffigura la testa di Sant'Ercolano inclinata, richiamando il martirio del patrono di Perugia. Secondo Brizioli, però, il significato è l'opposto di quello attribuito dai suoi critici.
Secondo la tradizione, quaranta giorni dopo Sant'Ercolano fu ritrovato con la testa nuovamente attaccata al corpo. «È un omaggio al santo e agli eventi miracolosi avvenuti in quell'area. Compreso il piccolo miracolo fatto da noi in questi dieci anni».
L'opera ha però suscitato le critiche di alcuni consiglieri comunali di centrodestra, che ne hanno chiesto la rimozione. Secondo il racconto di Brizioli, la vicenda sarebbe passata dal piano politico a quello amministrativo. «Hanno detto che l'opera era deturpante del paesaggio, anticlericale, offensiva verso il santo. Poi hanno presentato degli esposti in Comune e alla Soprintendenza».
Secondo il fondatore di Edicola 518, l'ultima iniziativa sarebbe stata una lettera inviata anche al Ministero della Cultura per chiedere la rimozione dell'opera.
Nei giorni scorsi è arrivata anche una multa da oltre mille euro notificata dopo la festa per il decennale dello spazio. Secondo quanto ricostruito da Edicola 518 (@edicola_518), l'evento era autorizzato con Scia e concessione di occupazione del suolo pubblico, mentre la sanzione sarebbe stata contestata per la mancanza della documentazione di previsione di impatto acustico. «Mentre stavamo smontando è arrivato un controllo che ha rilevato della musica che gli stessi agenti, nel verbale, hanno definito "di sottofondo"», racconta Brizioli.
Pur distinguendo la vicenda della multa da quella del murale, Brizioli legge entrambe come il segnale di un clima sempre più difficile per chi fa cultura. «Credo che sia un problema generale: si sta facendo la guerra a chi organizza attività culturali, a chi fa musica dal vivo», afferma. Per lui, però, l'obiettivo resta lo stesso che ha guidato il progetto fin dall'inizio: trasformare un'ex edicola abbandonata in uno spazio pubblico dove fermarsi a leggere, incontrarsi e vivere la cultura nel cuore della città.