Lo Stato Italiano torna in tribunale: «Non ha contrastato la crisi climatica»
Giudizio Universale è la prima causa climatica intentata contro lo Stato italiano. Oggi, la Corte d'Appello di Roma esaminerà il caso, dopo che nel 2024 il Tribunale civile aveva dichiarato inammissibile il ricorso senza entrare nel merito. Promossa dall'organizzazione @a.sud_ insieme a 200 cittadini e 24 associazioni, la causa punta a ottenere politiche climatiche più ambiziose e una riduzione delle emissioni di gas serra del 92% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990.
Il 26 febbraio 2024, il Tribunale di Roma aveva dichiarato il ricorso inammissibile per difetto assoluto di giurisdizione: secondo la sentenza, non esisteva un giudice competente a esaminare richieste di questo tipo. Di conseguenza, le contestazioni sulle politiche climatiche dello Stato non erano state valutate nel merito.
Da allora, però, il quadro giuridico è cambiato. Nel luglio 2025, le Sezioni Unite della Cassazione, pronunciandosi sul caso Giusta Causa contro Eni, hanno escluso che le controversie climatiche siano automaticamente sottratte alla giurisdizione italiana. «Non chiediamo ai giudici di fare politica. Chiediamo di verificare se lo Stato abbia rispettato obblighi giuridici precisi e misurabili», afferma l'avvocato dei ricorrenti, Saltalamacchia.
I promotori sostengono che l'insufficienza delle politiche climatiche metta a rischio diritti come la vita, la salute e l'abitazione. Tra gli elementi richiamati figurano gli obblighi dell'Accordo di Parigi e delle norme europee, oltre agli effetti della crisi climatica in Italia: ondate di calore, siccità, erosione costiera ed eventi meteorologici estremi. L'obiettivo è stabilire se le scelte dello Stato possano essere sottoposte al controllo della giustizia e se esistano obblighi giuridici concreti da rispettare Per Marica Di Pierri, portavoce di A Sud, il passaggio in Appello è decisivo: «Lo Stato deve prendersi le sue responsabilità».
La decisione potrebbe contribuire a definire i confini della giustizia climatica in Italia, in un momento in cui cittadini e associazioni ricorrono sempre più spesso ai tribunali per chiedere conto delle politiche ambientali.