Il 30 settembre le ruspe sono entrate nel Bosco Ospizio di Reggio Emilia. All’alba i mezzi incaricati dei lavori sono stati accompagnati da un consistente schieramento delle forze dell’ordine e nel corso della giornata sono iniziati lo sfalcio del sottobosco e l’abbattimento dei primi alberi.

Il progetto riguarda un’area di circa 45mila metri quadrati e prevede la costruzione di un nuovo supermercato Conad insieme a servizi pubblici e spazi verdi. Nell’area sono presenti oggi 322 alberi: il piano ne prevede l’abbattimento di 98, mentre 224 dovrebbero rimanere. Il progetto prevede inoltre 371 nuove alberature all’interno del comparto e altre 977 nei parchi limitrofi. Secondo Conad, quindi, a regime gli alberi complessivi saranno 1.572, 1.250 in più rispetto alla situazione attuale.

Per gli ambientalisti, però, il punto non è soltanto il numero degli alberi. La protesta riguarda la trasformazione di un’area verde che negli ultimi decenni era stata progressivamente riconquistata dalla vegetazione spontanea. L’assemblea degli attivisti aveva chiesto di fermare il progetto e conservare l’area, contestando l’idea di sostituire una parte della vegetazione esistente con una nuova sistemazione del verde. Il presidio è andato avanti per 59 giorni consecutivi, fino all’ingresso delle ruspe. Durante le proteste seguite ai primi abbattimenti, decine di persone sono state fermate e portate in Questura: secondo le cronache locali, sono stati emessi quattro fogli di via dalla città della durata fino a tre anni.

Dopo che il Tar di Parma aveva già respinto la richiesta di sospensione, gli ambientalisti hanno presentato ricorso al Consiglio di Stato. Il 30 settembre il presidente della Quarta sezione ha respinto la richiesta di una misura cautelare monocratica urgente. L’udienza collegiale è fissata per l’8 ottobre e il presidente ha precisato che la decisione sul merito dell’appello resta aperta.

Le immagini diffuse dalle cronache del 30 settembre mostrano il sottobosco sfalciato e numerosi alberi abbattuti. I lavori sono dunque iniziati prima che il Consiglio di Stato si pronunci collegialmente sulla richiesta di sospensione.