Lampedusa e Pantelleria entrano nel radar della crocieristica internazionale. Il progetto è stato presentato al Seatrade Cruise Med di Las Palmas dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia occidentale, con l’obiettivo di esplorare il potenziale delle due isole per il segmento luxury, boutique e small ships. Non ci sono, al momento, nuovi itinerari già definiti: si tratta di una fase di confronto con le compagnie per valutare se e come costruire una proposta.

Per luxury, boutique e small ships si intendono crociere di fascia alta e navi più piccole rispetto ai grandi colossi del settore. Ma “piccola” non significa necessariamente poche decine di passeggeri: a seconda della nave, si può arrivare anche a diverse centinaia, fino a circa 1.000 persone.

L’obiettivo dichiarato è evitare il turismo crocieristico di massa. Il tema riguarda però la capacità dei territori di assorbire nuovi flussi, il progetto si inserisce infatti in isole che già oggi sono fortemente frequentate e raggiunte dai turisti attraverso aerei, navi e aliscafi: entrambe dispongono infatti di un aeroporto. Lampedusa e Pantelleria hanno ecosistemi fragili e risorse limitate.

L’arrivo di passeggeri concentrato in poche ore coinvolgerebbe quindi diversi servizi: approvvigionamento idrico, gestione dei rifiuti, mobilità, energia e fruizione delle spiagge e delle aree protette. La dimensione ridotta delle imbarcazioni non elimina automaticamente questi fattori di pressione: a incidere sono anche numero degli arrivi, frequenza degli scali e distribuzione dei visitatori sul territorio.

C’è poi il tema della ricaduta economica. La crocieristica può generare attività per ristorazione, trasporti, commercio e servizi turistici, ma il tempo trascorso dai passeggeri sull’isola è generalmente limitato. Per questo, insieme ai volumi, diventa centrale valutare quanto valore economico rimanga effettivamente sul territorio. Tra gli obiettivi indicati dall’Autorità portuale c’è anche la destagionalizzazione. Spostare parte dei flussi fuori dai mesi di maggiore affluenza può ridurre la concentrazione estiva, ma non elimina la necessità di misurare l’impatto complessivo degli arrivi.