L’estate 2026 è ufficialmente la più calda mai registrata in Italia dal 1950. A certificarlo sono le analisi dell’Istituto per la bioeconomia del Cnr, basate sui dati ERA5-Land dell’ECMWF: tra giugno e agosto la temperatura media nazionale ha raggiunto 24,3 °C, superando il precedente record del 2003, fermo a 23,6 °C.

Il dato più impressionante arriva da agosto, che con una media di 25,6 °C è stato il mese più caldo dell’intera serie storica. Per la prima volta, inoltre, luglio e agosto sono stati consecutivamente i mesi più caldi mai registrati. Non è un record isolato. Secondo il Cnr, nei primi otto mesi del 2026 ogni mese ha registrato temperature superiori rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Anche la primavera, con 12,1 °C di media, ha raggiunto il valore più alto della serie, alla pari con quella del 2024.

La stessa anomalia ha riguardato il Mediterraneo, con temperature marine eccezionalmente elevate. Mercoledì 5 agosto 2026, verso le 16:00, una boa oceanografica al largo di Sa Dragonera, a Maiorca, ha segnato 33°C: un numero senza precedenti per il Mar Mediterraneo, abituato in estate a una temperatura media fra i 25 e i 26 gradi. Non è andata meglio nelle acque italiane, che qualche giorno dopo – l'8 agosto – hanno sfiorato i 31°C al largo di Agropoli, in Campania.

Ora il dato climatico deve trasformarsi in soluzioni politiche di adattamento. Depavimentare, restituendo suolo permeabile dove oggi ci sono asfalto e cemento, come stanno già facendo diverse città in Italia e nel mondo; piantare alberi e creare ombra; moltiplicare gli spazi verdi e ripensare piazze e strade per renderle più fresche. E ancora: costruire una rete di rifugi climatici, luoghi accessibili e freschi dove trovare protezione durante le ondate di calore, soprattutto per anziani, bambini e persone fragili.