Il caldo sta cambiando il calendario dei vigneti italiani. Quest'anno la vendemmia è iniziata con circa dieci giorni di anticipo rispetto alla media: le prime uve sono già state raccolte in Sicilia, Lombardia e Veneto. 

L'anticipo riguarda soprattutto le varietà più precoci. In Veneto, tra le province di Padova, Vicenza e Verona, alcune aziende hanno già iniziato la raccolta di Pinot Grigio, Pinot Nero e Chardonnay. Nell'Oltrepò Pavese, invece, i primi grappoli destinati alla produzione di spumante sono stati staccati a fine luglio, quando normalmente la raccolta iniziava nella prima decade di agosto.

A determinare questo cambio di ritmo è stato il caldo intenso: con temperature più alte, gli acini maturano più rapidamente e raggiungono prima il livello di zuccheri necessario per essere raccolti.

Secondo Coldiretti, la raccolta del 2026 potrebbe estendersi per quasi cinque mesi, dalle varietà più precoci fino a quelle più tardive. Un arco temporale più ampio che racconta come le alte temperature stiano modificando i tempi della produzione

La vendemmia di quest’anno diventa così uno dei segnali più concreti di un'estate sempre più bollente.

Ma il caldo di questi giorni non impatta solo sui vigneti. L'Italia si prepara a un nuovo picco dell'ondata di calore, con temperature ben oltre le medie stagionali e diverse città in allerta. In alcune Regioni sono già state introdotte ordinanze per limitare il lavoro all'aperto nelle ore più calde, soprattutto nei settori più esposti come agricoltura ed edilizia.

Nelle città, invece, cresce l'attenzione verso strumenti di adattamento come i rifugi climatici: spazi pubblici freschi dove proteggersi dalle temperature estreme, una soluzione ancora poco coordinata in Italia ma sempre più presente nelle iniziative locali.