Solo il 20% circa delle famiglie europee possiede un impianto di climatizzazione, contro il 90% negli Stati Uniti.

 

In Europa, persino gli edifici pubblici, compresi scuole e ospedali, spesso non sono dotati di aria condizionata. Non per mancanza di fondi, ma perché, per qualche ragione, molti ritengono che ci sia qualcosa di intrinsecamente sbagliato nell’usare aria condizionata.

 

Ma i condizionatori non sono né giusti né sbagliati: semplicemente sono necessari e anche le destre negazioniste della crisi climatica se ne sono accorte. In Francia, ad esempio, Marine Le Pen, leader del Rassemblement national, ha promesso che, se eletta presidente nel 2027, darà il via a «un massiccio piano di climatizzazione» per ospedali, case di riposo e scuole. La sinistra di Jean-Luc Mélenchon è invece apertamente contraria alla diffusione dei condizionatori e vorrebbe puntare su un migliore isolamento degli edifici, come se le due misure si escludessero a vicenda.

 

Tuttavia, l'aria condizionata funziona a elettricità e può contribuire al cambiamento climatico a seconda della qualità della rete elettrica da cui preleva l'energia. È anche vero, però, che raffreddare un ambiente costa meno energia rispetto a riscaldarlo, eppure raramente arrivano proposte per limitare i livelli dei termostati in inverno. Le energie rinnovabili, inoltre, generano ormai quasi la metà dell'elettricità europea. Certamente l’aria condizionata da sola non basta: puntare tutto sui condizionatori finisce per aggravare la situazione e rendere le città sempre meno vivibili.

 

L'Europa registra il maggior numero di decessi per caldo pro capite rispetto a qualsiasi altro continente e, solo nel 2022, oltre 61 mila persone sono morte per cause legate alle temperature elevate. Con ondate di caldo sempre più estreme, l’aria condizionata è un dispositivo salvavita, non un valore morale.