Con le prime ondate di calore estremo del 2026 che stanno interessando diverse città italiane, torna al centro del dibattito il tema delle isole di calore urbane, accentuate dalla presenza diffusa di superfici impermeabili come asfalto e cemento. Diversi studi indicano come l’incremento del verde urbano possa contribuire a ridurre sensibilmente le temperature percepite, con effetti diretti su vivibilità e salute pubblica.

In questa direzione si inserisce il percorso di depavimentazione avviato dal Comune di Genova, con particolare attenzione ad aree gioco e cortili scolastici. La giunta comunale ha approvato, su proposta dell’assessora all’Urbanistica Francesca Coppola, l’adesione al progetto “Biofear”, iniziativa promossa da un network di università e centri di ricerca italiani finalizzata ad aumentare la presenza di verde negli spazi urbani più densamente costruiti.

Parallelamente, già ad aprile il Consiglio comunale aveva approvato una delibera di modifica del Piano urbanistico comunale introducendo un sistema di incentivi economici per gli interventi di depavimentazione anche da parte dei privati. In base alla misura, la riduzione degli oneri di urbanizzazione viene riconosciuta ai soggetti che scelgono di sostituire superfici asfaltate con soluzioni permeabili e aree verdi. In questi casi, i beneficiari sono tenuti a garantire anche la manutenzione delle aree per un periodo di dieci anni.

Con il termine “depavimentazione” o “depaving” si indica la rimozione dell’asfalto da spazi urbani pubblici o privati e la sua sostituzione con suolo naturale, aiuole, giardini o superfici drenanti. L’obiettivo principale è la riduzione dell’effetto isola di calore, ovvero il fenomeno per cui le aree urbane registrano temperature più elevate rispetto alle zone rurali circostanti. Le superfici asfaltate, infatti, assorbono maggiore radiazione solare e rilasciano calore più a lungo rispetto ai suoli naturali.

La sostituzione dell’asfalto con terreni permeabili consente inoltre di migliorare la capacità di assorbimento delle acque piovane e favorire l’evapotraspirazione, contribuendo al raffrescamento naturale degli ambienti urbani e riducendo il deflusso verso la rete fognaria. 

Secondo diversi studi, gli interventi di depavimentazione possono produrre anche effetti sulla biodiversità urbana, creando habitat più favorevoli per insetti e avifauna, oltre a incidere sul benessere psicologico dei cittadini grazie a una maggiore presenza di elementi naturali nello spazio pubblico. In Italia la pratica è già diffusa in diverse città, anche se Genova è tra le amministrazioni che hanno scelto di integrarla in modo strutturale nella pianificazione urbanistica.