Cosa succede quando una comunità rurale smette di produrre cibo e inizia a “stampare” cartoline per i turisti? C'è un limite oltre il quale il viaggio consapevole si trasforma nell'ennesima attrazione da consumare rapidamente sullo schermo di uno smartphone?

A partire da queste e altre domande si svilupperà il programma di incontri gratuiti – tra lezioni in aula e uscite sul campo – organizzato da Slow Food Italia e dedicato a due mondi che oggi faticano a parlarsi senza stereotipi: la pastorizia e il turismo lento. L’obiettivo non è imparare a confezionare il solito pacchetto di "esperienze autentiche" ad uso e consumo dei visitatori della domenica, ma capire come valorizzare davvero il lavoro di chi presidia territori complessi, partendo dalle produzioni locali e dalle comunità che restano. E in concreto: scoprire come si costruisce un’offerta turistica rigenerativa e imparare a progettare in modo sostenibile e a trasformare un’idea in un’esperienza che segua questi valori.

Dal 7 al 13 giugno, le giornate si divideranno tra il Convento di Calascio e le aziende del territorio, tra teoria e pratica. Il programma infatti prevede cammini e foraging nei luoghi dei pastori, laboratori di cucina e degustazione, visite ad aziende del territorio, esperienze con operatori locali e progettazione di offerte turistiche. 

Si rivolge a professionisti del settore, studenti, pastori e allevatori (aspiranti o già attivi) con un’attenzione particolare ai giovani. L’idea è costruire competenze che non siano solo tecniche, ma anche imprenditoriali e culturali, capaci di dare continuità a un sapere che per anni ha viaggiato soprattutto per trasmissione familiare. 

A Calascio, da anni la pastorizia è al centro di una strategia di rilancio delle zone interne. Non come memoria del passato, ma come possibile mestiere del futuro. Lo scorso anno qui è nata la Scuola di perfezionamento per la pastorizia estensiva, un percorso formativo frutto della collaborazione tra il Comune di Calascio – alle pendici del Gran Sasso –, Slow Food Italia e D.R.E.Am. Italia, dentro il progetto di rigenerazione “Rocca Calascio – Luce d’Abruzzo”. Un’iniziativa che prova a rimettere al centro le aree interne partendo da chi, quei territori, li abita o li vuole abitare.

Puoi candidarti fino al 28 maggio, qui.