Le spiagge stanno diventando un parco giochi per ricchi
Nell’estate del 2026 la compagnia statunitense Royal Caribbean aprirà un beach club privato a Santorini, una delle isole più iconiche della Grecia. Si chiamerà Royal Beach Club Santorini e offrirà ai passeggeri delle crociere l’accesso a una spiaggia attrezzata con ristoranti, servizi e intrattenimento progettati direttamente dalla compagnia. Non si tratta di un’eccezione, ma dell’ultimo tassello di una strategia ormai chiara: come ha spiegato Gianni Rotondo, associate vice president Emea della compagnia, l’idea è quella di «passare da compagnia crocieristica a vero e proprio operatore turistico».
Un modello, dunque, basato sulle esperienze e sulle destinazioni private, con spettacoli e attività a terra, oltreché sulla crociera vera e propria e che permette di “controllare” l’intera esperienza turistica. Il risultato di quest’operazione è un tratto di costa che diventa di fatto semi-privato in un’isola che già fatica a reggere la pressione turistica. Santorini conta circa 15mila residenti, ma ogni anno accoglie più di due milioni di visitatori.
Solo nel 2019 sono sbarcati oltre 800mila passeggeri di crociere. Negli anni, le autorità sono arrivate perfino a consigliare ai residenti di restare a casa per l’affollamento delle strade. Da anni Royal Caribbean sviluppa luoghi progettati appositamente per i propri clienti. Nei Caraibi, per esempio, ha trasformato Perfect Day at CocoCay, nelle Bahamas, in un grande parco acquatico e balneare riservato ai crocieristi. A Labadee, ad Haiti, la compagnia utilizza da anni una penisola affittata in esclusiva come destinazione privata per le proprie navi. Altri luoghi di questo tipo nasceranno in Messico, a Lelepa, nel Pacifico, oltreché a Santorini.
Il beach club greco sarà accessibile ai passeggeri delle navi di Royal Caribbean. Per i residenti dell’isola, invece, bisognerà pagare un biglietto ma solo nei giorni in cui una nave del gruppo si trova al porto, in base alla disponibilità. Il risultato di quest’operazione, dunque, è un tratto di costa che diventa di fatto semi-privato in un’isola che già fatica a reggere la pressione turistica.
Santorini conta circa 15.000 residenti, ma ogni anno accoglie più di due milioni di visitatori. Solo nel 2019 sono sbarcati oltre 800.000 passeggeri di crociere. In alcune giornate la pressione turistica diventa quasi surreale: il 23 luglio dello scorso anno, ad esempio, sull’isola sono arrivati 11.000 turisti in un solo giorno, quasi il doppio della popolazione locale. Le autorità arrivarono perfino a consigliare ai residenti di restare a casa per l’affollamento delle strade.
Le navi scaricano migliaia di persone nel piccolo porto di Thira, che poi si riversano verso i luoghi più fotografati: le cupole blu, le scalinate bianche, i panorami sulla caldera. D’altronde, è questa l’immagine da cartolina che ha reso Santorini famosa nel mondo e che - sempre più evidentemente rischia di trasformarla in una scenografia permanente: una Disneyland per adulti, un parco tematico permanente a uso e consumo del turista.