Il 7 aprile, il giorno dopo pasquetta, pendolari e fuori sede di rientro dallo stop festivo sono stati bloccati all’altezza di Petacciato, sul litorale adriatico del Molise, per via della riapertura di una frana di 4 km, la più estesa d’Europa. La frana ha portato al blocco della passaggio ferroviario tra Molise e Abruzzo e dell’autostrada A14 che collega Bologna con Foggia, con la conseguente formazione di lunghe code.

Inoltre è crollato il ponte sul fiume Trigno, una persona risulta ancora dispersa. Il traffico si è quindi spostato nelle strade provinciali e interne creando a sua volta altri disagi. Al centro di tutto c’è il piccolo comune di Petacciato, che conta 3.500 abitanti ed è situato sopra la frana che si è riattivata più volte nei decenni passati, spesso per via degli accumuli d’acqua dovuti a forti piogge, come quelle che hanno colpito la regione la scorsa settimana.

Lara, 29 anni, lavora per la cooperativa Ares in uno sportello di inclusione lavorativa a Termoli, e vive proprio a Petacciato insieme alla famiglia che lì ha un piccola attività di ristorazione ora minacciata dalla frana. A comunicare a Lara la notizia del cedimento è stata la mamma. «Mi ha chiamato dicendomi che si era aperta la frana e mi sono subito preoccupata per la mia famiglia e il mio paese», racconta a VD.

«Il primo impatto sul lavoro è stato nello spostamento: ho impiegato un’ora e mezza per fare 10 chilometri – continua – Il giorno dopo, essendo in una situazione di emergenza, non sono riuscita ad andare al lavoro e sono rimasta a casa». «Solo oggi sono riuscita a tornare in ufficio attraversando la strada provinciale 51, che non era troppo trafficata per via della riapertura dell’autostrada avvenuta questa mattina (giovedì 9 aprile ndr)».

Lara non è arrabbiata, ma timorosa per il futuro del suo paese. «Essendo una frana a intermittenza su una faglia argillosa è un fenomeno naturale silenzioso, le autorità mi sembra che abbiano fatto un buon lavoro per gestire l’emergenza». «Ora però la stagione estiva è alle porte e già si registrano le prime disdette», dice preoccupata. Il turismo, un settore chiave per la zona, è a rischio. «Le strutture ricettive potrebbero restare vuote e questo avrebbe un effetto diretto anche sulla nostra attività familiare, un piccolo bar ristorante».

Nonostante questo Lara è fiduciosa che la situazione possa risolversi al più presto. «C’è voglia di reagire e rinascere da questa situazione», dice a VD. Ora, dopo giorni difficili, si attende solo il ripristino della circolazione sulla linea ferroviaria tra Pescara e Foggia, che sarà riattivata progressivamente dalle ore 6 di venerdì mattina. Dopo due giorni è stato riaperto il tratto di autostrada A14 interrotto per via della decennale frana che si è riattivata a Petacciato, in provincia di Campobasso: coinvolge un’area di circa 4 chilometri quadrati ed è la frana lineare più estesa d’Europa con un fronte di 2 chilometri. La circolazione dei treni ripartirà solo venerdì mattina dalle ore 6 e a velocità ridotta. L’impatto sulla circolazione è stato problematico per via dei rientri post Pasqua, ma per i pendolari che vivono nella zona resta l’incertezza di una frana silenziosa con cui fare i conti, a partire da una stagione turistica che rischia di essere compromessa.