Un Comune sardo offre locale gratis (e zero tasse) se apri un alimentari
A Cheremule, 380 abitanti in provincia di Sassari, l’assenza di un esercizio alimentare costringe molti abitanti - soprattutto anziani e persone prive di mezzi propri - a spostarsi nei paesi vicini, come Thiesi: uno scenario che accentua il senso di isolamento. Nei piccoli centri dell’entroterra, infatti, un’attività economica è anche un presidio sociale, un punto di incontro. Per questo il Comune sta per lanciare un avviso per raccogliere manifestazioni di interesse da parte di operatori economici intenzionati ad aprire un esercizio commerciale per la vendita di generi alimentari. L’iniziativa, di carattere esplorativo, e raccontata da La Nuova Sardegna, precede un eventuale bando pubblico di locazione.
Per favorire l’insediamento dell’attività, l’amministrazione metterà a disposizione una porzione di un immobile comunale in via Capitano Bagiella, in passato adibito a macelleria e ritenuto idoneo allo svolgimento del servizio. Sono previste misure significative: concessione gratuita dei locali per i primi tre anni, condizioni agevolate per il periodo successivo, esenzione dai tributi comunali per tre anni e supporto amministrativo nella fase di avvio. La manifestazione di interesse non comporta obblighi né per il Comune né per i partecipanti, ma rappresenta un primo passo concreto verso il rafforzamento dei servizi di base.
Esperienze simili dimostrano che incentivi concreti per l’apertura di attività essenziali hanno maggiore efficacia nel contrastare lo spopolamento rispetto alle iniziative più simboliche, come le case a un euro. Acquistare una casa abbandonata in un borgo senza servizi comporta sfide quotidiane: trasporti, lavoro, socialità e assistenza sanitaria diventano ostacoli difficili da superare. L’assenza di servizi riduce le probabilità che nuovi residenti rimangano a lungo, mentre un negozio alimentare rappresenta una risposta immediata a bisogni reali, producendo ricadute sociali ed economiche tangibili.
In territori come Cheremule, dove ogni nuova attività diventa un segnale di resistenza allo spopolamento, la riapertura di un esercizio alimentare può trasformarsi in un’occasione di rilancio, rafforzando il tessuto sociale e inviando un messaggio di fiducia all’intera comunità. La sfida è restituire ai paesi servizi, opportunità e dignità quotidiana.