Il turismo in montagna è sempre meno sostenibile per territori e persone. Secondo il Wwf, si «sta progressivamente lasciando spazio a dinamiche di overtourism, con impatti sempre più evidenti sull’ambiente, sulle comunità locali e sulla qualità della vita». Nei territori alpini - ma anche in quelli appenninici - si assiste «sempre più frequentemente all’organizzazione di eventi e iniziative che trasformano l’ambiente montano in un contesto assimilabile a quello dell’intrattenimento notturno urbano, snaturando profondamente i luoghi e introducendo modelli ricreativi estranei alla cultura e alla fragilità dei territori alpini». Si vogliono rendere le montagne, dunque, una copia delle città, in relazione a comodità e divertimento.

Dai gatti delle nevi che si esibiscono sulle piste con tanto di fuochi d'artificio vicino a boschi, alle proposte degli Après ski, sono diverse le criticità sollevate dall'associazione, anche in termini di rapporto tra residenti, lavoratori e turisti, come il caso delle aggressioni agli autisti degli skibus delle scorse settimane. Per il Wwf non si tratta di eventi isolati ma piuttosto di «un modello turistico strutturalmente sbilanciato, orientato all’intrattenimento di massa e al consumo intensivo delle risorse naturali, piuttosto che alla tutela del territorio e al benessere delle comunità che lo abitano». A questo si aggiungono pratiche di innevamento artificiale sempre più impattanti, «che in alcuni casi hanno visto in azione elicotteri per il trasporto della neve sulle piste, con un significativo incremento delle emissioni climalteranti, in evidente contrasto con gli obiettivi di mitigazione della crisi climatica».

Per l'associazione ambientalista, è fondamentale che le amministrazioni locali comincino a definire orari rigorosi, servizi navetta, piani per la gestione dei rifiuti e a imporre il divieto di botti e fuochi pirotecnici e limiti alle emissioni acustiche. Nella gestione dei flussi di visitatori il Wwf suggerisce di regolamentare i parcheggi in base ai picchi di affluenza.

«Le montagne rappresentano una risorsa fondamentale anche dal punto di vista economico» - conclude il Wwf - «ma rimangono pur sempre ecosistemi fragili, che richiedono rispetto, tutela e una visione di lungo periodo».