Stefano Farronato e Alessandro Caputo, due alpinisti italiani, sono morti dopo essere stati colpiti da una forte nevicata nel Nepal occidentale, sul Panbari, sull’Himalaya. Altri tre italiani sarebbero morti dopo essere stati travolti da una valanga al campo base a Yalung Ri, vetta di 5.630 metri nel Nepal orientale. Al momento solo i corpi di Paolo Cocco e Marco Di Marcello sarebbero stati recuperati.

«So cosa vuol dire perdere qualcuno, il silenzio che segue, le domande senza risposta, il peso di non poter dire addio» ha scritto sul suo account Instagram Reinhold Messner, alpinista ed esploratore, il primo nella storia a scalare tutte le quattordici cime del pianeta che superano gli 8 mila metri sul livello del mare. «Capisco il fascino della montagna, l'immensità, la solitudine, il senso di libertà che ti fa sentire vivo, indipendente, indomito, guidato solo dalle tue leggi, non da quelli che ti sono imposte. Ma la vita è com'è: alcuni sono fortunati, altri no. Io ero tra i fortunati. Altri no». «Il rischio c’è sempre. Anche l’alpinista tradizionale più esperto andando in montagna accetta i rischi, altrimenti non dovrebbe andare» ha detto in un’intervista al Corriere. «L’arte dell’andare in montagna è ridurre il più possibile questo rischio. È necessario dire a tutti che la montagna è una dimensione dove c’è il pericolo di morte, e non soltanto sulle cime più alte. Anche sulle Dolomiti può caderti un sasso in testa».

«Non voglio fare accuse ma oggi si può andare in un’agenzia di viaggi e comprare un tour per l’Everest, con un passaggio diretto fino al campo base e ritorno», ha continuato. «È diminuito molto il rispetto per la montagna, che però resta un maestro molto severo». Messner racconta anche la sua esperienza sugli Ottomila, tra fallimenti e rischi. «Quasi metà delle mie uscite le ho bloccate a metà strada o poco sotto la vetta perché era troppo pericoloso andare avanti. Solo per salire tutti gli Ottomila ho fatto 31 tentativi, 13 volte ho fallito e sono tornato indietro, a volte anche quattro volte prima di arrivare in cima».