La decrescita non è un ritorno al passato, ma un invito a vivere meglio riducendo ciò che non serve, per il bene delle persone e del pianeta. Un approccio che nasce dalla consapevolezza dei limiti ambientali e sociali del modello di crescita continua, oggi messo in discussione da studiosi, amministrazioni locali e comunità in diverse parti del mondo.

Autori come il filosofo giapponese Kohei Saito e l’economista francese Serge Latouche hanno teorizzato modelli alternativi in cui il benessere non è legato alla crescita economica illimitata, ma alla capacità di ridurre sprechi, valorizzare il tempo e rispettare i limiti della natura. Saito propone un’economia capace di redistribuire meglio le risorse e ridurre l’impatto ambientale, mentre Latouche parla di “abbondanza frugale”, cioè vivere meglio con meno.

Queste idee non sono rimaste sulla carta. Da anni trovano applicazione in forme diverse: i gruppi di acquisto solidale che sostengono l’agricoltura locale e riducono i passaggi della filiera; le biblioteche degli oggetti e i progetti di condivisione diffusi in centinaia di comuni italiani ed europei; le politiche locali “zero waste”. Un esempio è Capannori, in Toscana, primo Comune italiano ad adottare il modello rifiuti zero.

«Nel 2021 abbiamo riciclato 4.100 tonnellate di carta, salvando circa 12.000 alberi», spiega il sindaco Luca Menesini. «Abbiamo trasformato in terriccio 5.100 tonnellate di scarti da cucina e raccolto 2.000 tonnellate di vetro, utilizzate per produrre 4 milioni di nuove bottiglie di vino».

I benefici della decrescita sono evidenti: meno sprechi, più equità sociale, maggiore attenzione all’ambiente. Restano però anche sfide importanti: interi settori produttivi dipendono ancora dal modello della crescita illimitata, e la transizione richiede politiche pubbliche adeguate, strumenti di sostegno e un ripensamento collettivo delle priorità economiche.

La decrescita, dunque, non è un’utopia, ma una prospettiva concreta che molte comunità stanno già sperimentando. Se ne parlerà anche al Viva Viva Fest, in programma dal 21 al 24 agosto a Bosco Albergati (Modena): quattro giorni di incontri, laboratori ed esperienze con i pionieri del cambiamento in Italia, per immaginare nuove forme di socialità, educazione e lavoro, in un clima di festa.