Da qualche anno, ogni volta che arriva l’estate, si torna a parlare di un’inversione di rotta: sempre più persone cercano rifugio in ambienti più miti e freschi, possibilmente al nord del globo, o in montagna. Non è un caso. Se siete già stati al mare in queste settimane vi sarete accorti che la temperatura dell’acqua tende a essere sempre più calda. E sono lontani i tempi in cui i tour delle città costituivano l’ossatura delle vacanze per le famiglie in cerca di attrazioni culturali e artistiche. I grandi centri si svuotano, anche perché la canicola è pressante. Il rinascimento stesso dei festival, di cui su VD parliamo spesso e con piacere, segna un passaggio verso la ricerca di ambienti meno urbani e caotici. Più ameni e comunitari.

 

Il 2025 si presenta come l’anno in cui queste tendenze vertono verso un modello comune, a cui è stato dato il nome di “coolcation”, una crasi tra cool (fresco, ma anche “figo”) e location. Secondo l’ultimo report Travel Predictions di Booking.com, 3 intervistati su 5 dichiarano di voler passare le vacanze lontano dal sole. Insomma: lontano da ritmi mondani, fuori da luoghi turistici affollati, sempre più persone pianificano i propri viaggi scegliendo in base alle attività da svolgere nelle ore più fresche, magari la sera. E perché no nel primo mattino. Che si stia in città o in natura, le attrazioni allungano gli orari di apertura. Nasceranno anche nuove esperienze per soddisfare questa domanda. Il report parla, ad esempio, «di tour organizzati per osservare le stelle, mercati notturni e occasioni per assistere a eventi cosmici irripetibili».

 

I dati della SAS – la compagnia aerea di bandiera di Danimarca, Svezia e Norvegia – confermano che le mete del nord Europa conquistano attrattività di anno in anno. A giugno hanno viaggiato con SAS 2,5 milioni di passeggeri, cioè il 3% in più rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. E il volume di biglietti segna addirittura un +8% sul giugno 2023.  Su Gambero Rosso la giornalista Sabina Montevergine riporta anche il monitoraggio delle ricerche su Google. “Cooler holidays” e “coolcation” hanno ottenuto un +300% nell’ultimo anno. Aumenti simili hanno riguardato anche parole chiave legate a destinazioni come Svalbard, Isole Faroe e Groenlandia.  Il problema è che questo genere di vacanze non è alla portata di tutti. Perché le mete fresche sono in genere meno diffuse, più costose e lontane. Servono anche più giorni liberi e viaggi fuori stagione, che vanno di pari passo con una maggiore libertà economica. La crisi climatica infatti è prima di tutto una questione sociale: le disuguaglianze delle città emergono anche in vacanza.