Anche quest’anno, il Comune di Bologna ha mappato e reso disponibili una rete di rifugi climatici, spazi accessibili e gratuiti pensati per offrire sollievo dal caldo estremo. L’amministrazione ha effettuato una prima ricognizione dei luoghi pubblici comunali adatti a diventare rifugi climatici, cioè ambienti che garantiscono riparo dal calore estivo mantenendo le loro funzioni abituali. Si tratta di spazi interni, aperti a tutti, dotati di aria condizionata, servizi igienici e acqua potabile.
Non è la prima città a implementare queste misure: anche il Comune di Firenze ha creato una mappa digitale aperta a tutti, che segnala le aree cittadine dove trovare rifugio dal caldo. La mappa include dettagli come la percentuale di ombreggiatura di parchi e giardini, la presenza di fontanelle e l’accesso più vicino a esse, oltre all’eventuale disponibilità di aria condizionata. A Napoli, l'associazione Cleanap ha individuato e mappato qui luoghi pubblici, all’aperto o al chiuso, che offrono condizioni favorevoli per sostare durante i picchi di temperatura: parchi, biblioteche, aree verdi e altri spazi accessibili. A Roma e Milano, invece, l'attività di mappatura è ancora alla fase iniziale.
Secondo alcuni studi, entro il 2050 oltre il 23% della popolazione mondiale con più di 69 anni vivrà in zone soggette a temperature superiori alla soglia critica di 37,5 gradi. Per questo motivo, i rifugi climatici diventeranno infrastrutture urbane essenziali durante condizioni meteorologiche estreme, offrendo spazi sicuri come parchi, biblioteche e centri civici dove rifugiarsi.
Ad esempio, dall’estate 2022, Barcellona ha esteso la sua rete a oltre 200 rifugi climatici, di cui 130 aperti anche in inverno. Altre grandi città europee — come Parigi, Madrid, Londra, Amsterdam e L’Aia — hanno sviluppato progetti simili negli ultimi dieci anni. Parigi, in particolare, ha lanciato il progetto OASIS (Openess, Adaptation, Sensitization, Innovation, Socialties), dedicato ai cortili scolastici e finalizzato a trasformare le scuole in vere e proprie isole di rinfrescamento urbano, coinvolgendo gli studenti nella progettazione e rafforzando i legami sociali, come riportato da Huffpost.