Sugli Appennini c'è una comunità che convive con l'orso
Pettorano sul Gizio è un borgo abruzzese sulle montagne che oggi conta 390 persone. Qui le persone hanno cercato di trovare un modo per convivere con l’orso marsicano, che sono aumentati di numero anche grazie allo spopolamento del borgo. La popolazione di orso bruno marsicano conta ora circa 60 individui. Nel 2014, le tensioni tra la popolazione locale e gli animali sono esplose quando un giovane orso maschio è stato ucciso da un allevatore amatoriale dopo aver fatto irruzione in un pollaio. La minaccia più grande per gli orsi è infatti rappresentata dagli esseri umani, per questo gli ambientalisti hanno capito che le persone che vivono in queste zone devono volerli proteggere. La morte dell’orso ha innescato però un cambiamento positivo.
Nel 2015, Pettorano sul Gizio è diventata la prima comunità "bear-smart" d'Italia: sono state installate recinzioni elettriche intorno per proteggere api, polli e altri animali da fattoria, sono stati installati cancelli e cassonetti a prova di orso e distribuiti manuali su come convivere al meglio con gli orsi. Inoltre, i residenti sono invitati a non lasciare cibo in giro, la frutta matura viene raccolta da terra nei frutteti e gli scarti alimentari vengono conservati in casa fino al momento della raccolta dei rifiuti. Questo ha portato a un drastico calo dei danni, che dal 2020 sono quasi azzerati. Gli orsi hanno contribuito a riportare le persone in questi luoghi. Oltre ai turisti, c’è chi decide di stabilirsi e vivere in queste zone, tra cui una comunità di giovani che sono venuti qui per gli orsi e che si stanno impegnando per arricchire socialmente e culturalmente la città.
Come ha spiegato al Guardian Mario Finocchi, presidente della Cooperativa Valleluna, «C'è un trend in aumento nella presenza turistica nella zona. Alcune persone arrivate come turisti hanno poi deciso di acquistare casa qui». Ma «è importante che ci siano persone che vivono qui». Nel frattempo in Trentino gli orsi sono usciti dal letargo. Come avverte la LAV, è prevedibile «che nei prossimi mesi potranno crearsi nuove occasioni di interazione fra le persone e i plantigradi, nelle quali i cittadini continueranno ad essere impreparati a causa delle gravi responsabilità della Giunta Fugatti». Per questa ragione LAV ha deciso di inviare una lettera all’ISPRA per chiedere che vengano tutelate orsi e persone.