Coldiretti boicotta l'innovazione e fa guerra alla carne coltivata
Il 19 marzo ventimila associati di Coldiretti hanno manifestato a Parma sotto la sede dell'Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare che si occupa di regolamentare la messa in commercio dei generi alimentari. Dopo aver ottenuto dal Governo una legge che vieta la produzione di cibo prodotto in laboratorio – in contrasto alla normativa europea – l’associazione chiede all’Efsa di trattare allo stesso modo il cibo coltivato in laboratorio e i farmaci, imponendo quindi «studi clinici e preclinici» prima della messa in commercio.
Come hanno sottolineato diversi scienziati, si tratta di una proposta strumentale e antiscientifica. Un gruppo di esperti che collabora con l’agenzia ha spiegato in una lettera inviata a Coldiretti che «farmaci e alimenti seguono processi di approvazione distinti perché rispondono a esigenze radicalmente diverse. Paradossalmente, la regolamentazione alimentare è improntata a maggiore sicurezza. Basti pensare che un farmaco può essere autorizzato anche in presenza di effetti collaterali noti, mentre Efsa può approvare solo in assenza di rischi per la salute».
Mascherando i propri interessi dietro slogan per la tutela della salute, lo scopo della mobilitazione è probabilmente quello di proteggere il proprio bagaglio di consensi generato dagli associati. Ma boicottando l’innovazione fa un triplice danno: rallenta la lotta al cambiamento climatico, garantisce lo status quo di un sistema industriale basato sulla sofferenza degli animali e limita la libertà dei consumatori.
L’operazione, oltre che di natura fortemente ideologica, riscontra anche un grave conflitto di interessi, come ha raccontato il giornalista Luciano Capone sul Foglio. Coldiretti sostiene la base scientifica della sua protesta utilizzando le motivazioni di un “tavolo tecnico” interministeriale che si dichiara formato da scienziati indipendenti. In realtà, come ha scoperto il quotidiano, i cinque tecnici esterni fanno parte del think tank di Aletheia, fondazione creata e promossa da Coldiretti, con cui condivide addirittura la sede. E il testo non a caso riprende le richieste dell'associazione degli agricoltori.